“Non mi è mai sembrato giusto che dovessimo sorvegliare lo stretto quando, in pratica, non ne ricaviamo nulla e non abbiamo affatto bisogno del petrolio”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, in un punto stampa con il premier iracheno, Ali al-Zaidi, alla Casa Bianca.
“Non era importante per noi, ma lo era per gli alleati, era importante per persone con cui andiamo molto d’accordo, compresi i principali paesi del Golfo. Quindi l’ho reso pubblico ieri, pensavo fosse una buona idea. Sono stato contattato da diverse persone, di diversi paesi, re emiri, e tutte quelle persone che conosciamo e amiamo, e che, francamente, sono stati partner molto affidabili. E hanno detto: ‘Ci piacerebbe farlo in modo diverso, ci piacerebbe investire negli Stati Uniti miliardi e miliardi di dollari e continuare a battere ogni record, perché non c’è mai stato un momento come questo con gli Stati Uniti, con le fabbriche, con gli impianti, con tutto il resto. E vorremmo investire enormemente negli Stati Uniti invece di applicare una tassa’. E in realtà la cosa mi piace, perché non credo che nessuno dovrebbe poter imporre una tassa per lo stretto o per qualsiasi altro rapporto di questo tipo in altre parti del mondo. Non credo che nessuno dovrebbe davvero trovarsi in quella posizione. Ma lo stavamo facendo a titolo di rimborso. Gli Stati del Golfo investiranno una somma enorme di denaro negli Stati Uniti, e questo mi ha fatto molto piacere. Penso che in realtà sia molto meglio”, ha aggiunto.