“Sento parole e opinioni che mi fanno ripiombare a parecchi anni fa. Sembra si sia perso di vista il motivo per cui stiamo costruendo la Torino-Lione: se non facciamo quel tunnel, non ce ne sarà un altro. Addio ferrovia per Parigi e si viaggerà solo in autostrada”. Così Paolo Foietta, presidente della Commissione intergovernativa Italia-Francia per la Torino Lione, già commissario straordinario del governo, in una intervista. La Stampa. “Il miglior modo per sconfiggere i quattro scalzacane che si sono messi in testa di fare la guerra civile è realizzare un’opera indispensabile e necessaria”, sottolinea. E poi spiega: “Si stanno sostituendo tutti i tunnel di base delle Alpi, ottocenteschi. E il più vecchio e disgraziato è proprio quello del Frejus, che ora teniamo in vita artificiosamente solo in virtù del fatto che ne nascerà uno nuovo. Qui è possibile oramai usare un solo binario, non esistono uscite di sicurezza, mentre la norma ne prevede una ogni 500 metri, e non si può fare un sistema di ventilazione forzato. Tutti si scandalizzano del Ponte Morandi, ma quest’opera è molto più vecchia e fragile”. E ancora sull’obsolescenza tecnica dei treni: “Peccato che i 220 chilometri orari per i convogli passeggeri e i 120 per i merci siano uno standard deciso dall’Unione europea che vale per tutti e 7 i tunnel delle Alpi. Un’Europa che continua a dire che sul prossimo bilancio verranno inserite ancora più risorse per favorire il passaggio al sistema ferroviario, che significa due cose. Innanzitutto, la decarbonizzazione: una tonnellata di merci su un treno produce un decimo della Co2 di un camion. Inoltre, esiste la convenzione delle Alpi che dice che cui non possiamo più costruire autostrade”. Infine Foietta dice: “Il Pd, di cui faccio parte, non è ambiguo, ma dovrebbe ricordare di più la propria storia, fatta di segretari, presidenti di Regione e Provincia, sindaci venuti qui a dire ‘andiamo avanti’. Soprattutto a livello locale credo servirebbe, anche oggi, essere meno timidi, più orgogliosi e prendere posizioni nette”.