Dazi, Lamy: L’Europa ha limitato danni, accordo Turnberry accettabile in chiave Ucraina

“La relazione tra Europa e Stati Uniti è oggi fortemente dominata dalla questione ucraina. È questo che permea l’insieme dei dossier geoeconomici, geostrategici e geopolitici. Anche l’accordo di Turnberry sui dazi, raggiunto circa un anno fa, si giustificava soltanto per ragioni geopolitiche”. A ridimensionare così il peso delle controversie commerciali è un uomo che di scambi internazionali si occupa da una vita, ovvero Pascal Lamy, oggi coordinatore della rete dei think tank Jacques Delors, ex commissario europeo al Commercio dal 1999 al 2004 e direttore generale della Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, dal 2005 al 2013. In un colloquio con Repubblica spiega: “Al momento l’Europa ha limitato i danni, anche se pagando un prezzo molto importante. Abbiamo soprattutto evitato che Trump, in uno dei suoi soliti sbalzi d’umore, potesse dire: ‘Se è così, vi lascio soli in Ucraina’. Sul piano dei principi l’accordo era inaccettabile e poneva problemi anche rispetto ai nostri obblighi commerciali. Ma la ragione principale per accettarlo era geopolitica” E ancora: “Paghiamo un prezzo in termini di perdita di quote sul mercato americano, corrispondente all’aumento dei dazi. Ma non è questo l’aspetto più drammatico della relazione. Se gli americani abbandonassero oggi l’Ucraina, noi europei non saremmo abbastanza forti per assicurarne da soli la difesa”. L’altro grande tema per Lamy è “la riforma della Nato e la capacità degli europei di assicurare la propria autonomia strategica, costruendo un vero pilastro europeo dell’Alleanza. Soprattutto alla luce dei segnali molto ambigui ricevuti dagli Stati Uniti. Ucraina e riforma della Nato sono le due questioni dominanti. Le controversie commerciali e regolatorie vengono dopo”.