“Non sono un fan del presidente, ma ero d’accordo con lui quando diceva ‘basta guerre stupide’. Le elezioni le ha vinte anche così. Ora si è infilato in un pantano da cui è difficile uscire. Eppure, nel 2018, licenziò John Bolton perché troppo aggressivo con l’Iran”. Così a Repubblica John Limbert, una leggenda della diplomazia americana, ex ambasciatore, ex pilastro del Dipartimento di Stato per gli affari iraniani, già professore di politica internazionale all’Accademia navale e autore di numerosi saggi. “Fin dall’inizio di questa guerra si è agito senza riflettere sulle conseguenze – prosegue -. Abbiamo bombardato l’Iran senza pensare a Hormuz, ai Paesi del Golfo e alle basi americane. E invece avremmo dovuto avere un piano per ogni possibile risposta iraniana. L’unica strategia che vedo è che prima si bombarda e poi si bombarda ancora: ma non porta a nulla e ci ritroviamo senza armi. Che ci piaccia o meno, con l’Iran bisogna parlare: perché la resa unilaterale sognata dal presidente non arriverà”. E ancora: “Uno dei principi della diplomazia è capire motivazioni e desideri dell’altra parte, cedere qualcosa per ottenere qualcos’altro. Ebbene, sappiamo che il regime vuol restare al potere e ottenere il sollievo economico di cui ha disperato bisogno. Ma noi cosa vogliamo? Trump cambia idea ogni giorno e questo non aiuta i negoziatori americani, per altro inadatti”.