“Quelle a cui stiamo assistendo sono soltanto reciproche dimostrazioni di forza”. Così in una intervista a La Stampa l’analista israeliano Neve Gordon, scrittore e professore di Diritto internazionale alla Queen Mary University of London commenta agli attacchi di Teheran in Giordania ed Egitto, e le relative ritorsioni degli Usa che, con l’Arabia Saudita, hanno colpito gruppi filoiraniani in Iraq e condotto nuovi raid contro l’Iran. “Non credo vi sia un alto rischio di escalation. Si tratta più di una dimostrazione di forza: attaccando la Giordania e l’Egitto, l’Iran ha voluto provare di essere capace di far salire la tensione non solo nel Golfo ma in tutto il Medio Oriente. Credo sia un modo per approcciare eventuali nuovi negoziati da una posizione dominante”. E ancora: “Gli Stati Uniti stanno esaurendo i missili più costosi. Credo che ora Washington stia pensando di impiegare armi meno sofisticate, più economiche e facili da produrre. Teheran stava vincendo la guerra sul versante del rapporto costi/efficacia, e gli Usa l’hanno compreso”.