Carburanti risalgono, benzina verso 2 euro. Oggi Cdm, attesa per accise mobili

Oggi, secondo i dati del Mimit,  il gasolio torna in media a 2,100 euro al litro in modalità self lungo la rete stradale nazionale, ieri era a 2,097.

L’effetto del taglio delle accise di 17 centesimi sul gasolio è quasi definitivamente evaporato. Il prezzo medio risale fino a 2,097 euro al litro sulla rete stradale e 2,174 sulle autostrade, riavvicinandosi pericolosamente alle cifre del 27 luglio, giorno in cui è stato varato il provvedimento che varrà fino al prossimo 6 agosto. Anche la benzina, però, è rapidamente salita e si avvicina sempre più ai 2 euro (è di 1,999 sulla rete nazionale e 2,084 al self in autostrada). Oggi, secondo i dati del Mimit,  il gasolio torna in media a 2,100 euro al litro in modalità self lungo la rete stradale nazionale, ieri era a 2,097.

Oggi  è in programma il Consiglio dei ministri, già programmato dalla settimana scorsa, che servirà a fare il punto proprio sulla situazione dei carburanti, ma stavolta con i dati degli incassi sugli extracosti di luglio, utili nel caso il governo decidesse di attivare il meccanismo delle accise mobili. È una delle ipotesi sul tavolo del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che domani a Palazzo Chigi avrà due strade davanti a sé: portare una nuova misura ponte per alleggerire il peso sui cittadini e le imprese, dunque con un orizzonte delineato, oppure proporre una soluzione strutturale che protegga da eventuali, futuri rincari.

Il problema, in quest’ultimo caso, è sempre la situazione geopolitica internazionale, con il conflitto in Medio Oriente che ancora non vede la parola fine a portata di mano. “L’intervento sulle accise è nato su un’emergenza per una guerra che doveva quindi durare quindici giorni, per poi avere il nuovo equilibrio. Ormai questa guerra dura da sei mesi, ascoltiamo gli annunci da un giorno all’altro, di conseguenza l’intervento non può più essere di emergenza”, dice il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ospite della terza giornata di PiazzAsiago. Il responsabile del Mase conferma che sul punto “c’è la valutazione a livello di governo”, ma qualunque scelta venga compiuta, l’invito è a rendersi conto che siamo difronte “a un aumento generalizzato dei prezzi”.

Se ne sono rese conto da tempo le associazioni dei consumatori, che continuano il pressing su Palazzo Chigi e il Mef. “Nonostante il tonfo del petrolio, i prezzi dei carburanti alla pompa continuano a salire, aggravando la spesa per i rifornimenti estivi degli italiani”, sottolinea il Codacons. “Ci aspettiamo dal governo nuove e più incisive misure per far scendere al più presto i prezzi, da estendere anche alla benzina”. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche l’Unione Nazionale Consumatori, che sottolinea un altro aspetto della vicenda: “Prezzi stabili in autostrada, ma non è una buona notizia. Vuol dire – spiega il presidente, Massimiliano Dona – che avendo già speculato a sufficienza nel weekend sull’esodo degli italiani, non c’era bisogno di alzare i prezzi ulteriormente”. Per l’Unc “urge che il governo rimetta mano seriamente al taglio delle accise”. A Giorgetti l’ultima parola.