I mercati mondiali dei cereali entrano nella fase decisiva per la campagna commerciale 2026/27, con l’avanzamento della raccolta del grano nell’emisfero settentrionale che consente di delineare meglio le prospettive di offerta, mentre mais e colture dell’emisfero meridionale restano esposti all’evoluzione delle condizioni meteorologiche. Secondo le ultime valutazioni Fao-Amis, gli aggiustamenti alle stime produttive globali rispetto alle previsioni di luglio restano relativamente contenuti, ma caldo, siccità, tensioni geopolitiche e difficoltà logistiche continuano a rappresentare elementi di rischio per i mercati. Per il grano, le prospettive di maggiore produzione in Canada, India e in alcuni Paesi minori, insieme alle rese particolarmente favorevoli registrate in Turchia per i raccolti invernali, hanno compensato solo in parte le revisioni al ribasso in alcune aree dell’Unione europea e in altri produttori. La produzione mondiale attesa risulta quindi inferiore di circa 1,5 milioni di tonnellate rispetto alle stime formulate a luglio. Sul mais il quadro resta più incerto, perché gran parte delle colture nei principali Paesi produttori, tra cui Stati Uniti, Cina, Ucraina e Unione europea, si trova ancora nelle fasi critiche di impollinazione e riempimento delle cariossidi. Le revisioni positive per Argentina, Brasile e Canada hanno sostenuto le prospettive globali, ma sono state compensate dalle minori attese per India e soprattutto Unione europea. La produzione mondiale potrebbe risultare inferiore di circa 2 milioni di tonnellate rispetto alle precedenti previsioni.
(Segue)