Le interruzioni della produzione di greggio legate alla crisi dello Stretto di Hormuz sono rimaste elevate anche a luglio, con una media stimata di 5,5 milioni di barili al giorno, secondo lo ‘Short-Term Energy Outlook’ dell’Energy Information Administration (EIA) pubblicato oggi. L’Eia prevede che le restrizioni al transito delle petroliere attraverso Hormuz rimarranno severe anche ad agosto, con un progressivo aumento dei flussi a partire da settembre. Questo scenario ha portato l’agenzia statunitense ad alzare la stima della produzione di greggio rimasta fuori mercato nei prossimi mesi.
Secondo l’Eia, le interruzioni complessive legate alla chiusura dello stretto hanno raggiunto in media 7,48 milioni di barili al giorno a giugno e 5,46 milioni a luglio, dopo una media di 10,05 milioni tra marzo e maggio. Per il terzo trimestre l’agenzia stima interruzioni medie di circa 6,57 milioni di barili al giorno, prima di una progressiva riduzione nei trimestri successivi.
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