Il boom dell’intelligenza artificiale ha spinto le valutazioni dei mercati azionari statunitensi verso livelli che non si vedevano dalla bolla delle dot-com e una correzione dei prezzi appare probabile, anche nell’ipotesi che le quotazioni attuali siano razionalmente giustificate dalle prospettive di crescita dell’IA. È l’analisi pubblicata oggi sul blog della Bce, secondo cui il rischio di una brusca frenata non riguarda soltanto Wall Street, ma potrebbe trasmettersi anche all’area euro attraverso l’elevata esposizione degli investitori europei ai grandi titoli tecnologici Usa e la forte correlazione storica tra i mercati azionari sulle due sponde dell’Atlantico. Il rapporto sottolinea che il rapporto Cape che misura le valutazioni azionarie sulla base degli utili reali medi degli ultimi dieci anni, è vicino ai massimi storici negli Stati Uniti, mentre le valutazioni dell’area euro sono aumentate in misura più contenuta. Secondo gli economisti, le precedenti rivoluzioni tecnologiche, dalle ferrovie all’elettricità fino a Internet, mostrano tuttavia un ricorrente schema di forte rialzo seguito da una correzione.
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