“Sono deluso nel senso che speravo vincesse il ‘Sì’, ma non sono sorpreso”. Così Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo, esprime al Corriere della Srtra lo stato d’animo che si respira a Bruxelles per la vittoria del ‘No’ nel referendum islandese. “A fine giugno sono andato in Islanda e ho incontrato i promotori del referendum. Nelle ultime due settimane era chiaro il testa a testa. Ma soprattutto gli argomenti del ‘No’ — non vale solo per l’Islanda — erano tutti molto emotivi, poco razionali, poco corrispondenti alla realtà, in alcuni casi fake news, ma che mobilitavano la gente. I messaggi erano: perdiamo la nostra grande potenza che è la pesca, dovremmo combattere in Ucraina. Gli argomenti del ‘Sì’ erano tutti validi, ma molto razionali”, spiega. E poi aggiunge sulla questione della pesca: “La pesca ha deciso questo referendum: esattamente come nel 2013, gli islandesi hanno avuto paura di perdere la loro grande potenza economica su cui hanno costruito anche parte della loro identità e della loro storia. Non hanno voluto rischiare di avviare un dialogo con Bruxelles. Eppure c’erano vie d’uscita sulla pesca perché la Commissione aveva già detto che si potevano trovare soluzioni creative, innovative ad hoc”.