In Francia inizia la guerra all’ultra fast fashion

Shein al suo debutto in borsa a Hong Kong cede fino al 10%, poi recupera

Da domani in Francia entra in vigore la sovrattassa per l’ultra fast fashion, che potrà arrivare fino a 19,50 euro in più per una giacca entro il 2030. “È urgente agire rapidamente”, puntualizza l’ufficio del ministro della Transizione ecologica, che spiega che tra il marchio francese di alta gamma Ba&sh, la catena del nord della Francia Kiabi, lo spagnolo Zara, specialista del fast fashion, e il pioniere asiatico della moda ultra-fast Shein, le “differenze di ordine di grandezza sono estremamente significative”. Ba&sh infatti mette in vendita 300 prodotti diversi all’anno, Kiabi 17.400, Zara circa 20.000, Shein supera 1,7 milioni di articoli. Cifre che mettono in allarme associazioni e politica. L’obiettivo del provvedimento francese è quindi quello di promuovere un’industria tessile più sostenibile e frenare l’ascesa di colossi come Shein, Temu e AliExpress. La legge, presentata per la prima volta oltre due anni fa, è stata approvata a inizio luglio e introduce una tassa la cui entità si basa su un punteggio ecologico legato all’ampiezza di prodotti offerti o alla propensione verso la riparazione dei capi. Nel 2026, le aziende che non rispetteranno i parametri si ritroveranno a pagare fino a 9 euro per un paio di jeans e 12 euro per una giacca. Un malus che prevede una penale fino a 19,50 euro per capo nel 2030, con un limite massimo pari al 50% del prezzo al netto delle imposte. La sanzione sarà riscossa dall’ente ecologico Refashion, incaricato dallo Stato di riorganizzare la filiera tessile. La legge vieta anche la promozione dei marchi, anche sui social media e obbliga a pubblicare messaggi per promuovere un consumo moderato e a consigli per riparare e riutilizzare i vestiti. In tema di fast fashion, al suo debutto in Borsa a Hong Kong Shein perde nelle prime ore di contrattazione il 10%, poi le riduce al 5% e chiude la seduta quasi invariata. Il prezzo di collocamento per azione è a 48,56 dollari di Hong Kong. Dalla vendita delle azioni, il colosso dell’e-commerce del fast fashion ha raccolto 13,60 miliardi di dollari di Hong Kong (1,74 miliardi di dollari americani) dalla vendita delle azioni. Una cifra che valuta la società a poco oltre 26 miliardi di dollari americani, mentre l’obiettivo della società era raggiungere i 27 miliardi di dollari. Pesano il rallentamento della crescita e la pressione sulla redditività. L’utile, nel 2025, è sceso del 39%. Il modello dell’ultra fast fashion, in generale, è stato pressato dalla fine delle agevolazioni doganali sui piccoli pacchi negli Stati Uniti e nell’Unione europea.