Ucraina, da inviati Usa ‘progressi sostanziali’. Mattarella: “Sostegno a Kiev, speriamo negoziati portino risultati”

Mosca ordina chiusura consolato tedesco a San Pietroburgo. Zelensky: "Usa valutano misure de-escalation in inverno "

I due inviati del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno lasciato Kiev dopo i colloqui di ieri con Volodymyr Zelensky. Previsto per oggi un doppio round di telefonate tra Trump, Vladimir Putin e il presidente ucraino, come riportano alcuni media americani. Intanto, dopo le parole del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov di ieri (“le accuse tedesche su Lipsia sono inizio di una vera guerra”) è arrivata la decisione del Cremlino di chiudere il consolato tedesco a San Pietroburgo. Una risposta alle “azioni ostili di Berlino” consistenti nella chiusura del Consolato Generale russo a Bonn e della Casa russa.

“Sono stati compiuti progressi sostanziali, tra cui l’avvio di iniziative per programmare ulteriori colloqui trilaterali. Il Presidente Trump si sta impegnando a fondo per fermare le uccisioni e lavorare per una pace duratura e stabile”, ha scritto su X l’inviato Usa Steve Witkoff spiegando che “su indicazione del presidente Trump, i negoziatori degli Stati Uniti si sono recati sia a Mosca che a Kiev per favorire un ulteriore dialogo volto a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. Prima del viaggio, russi e ucraini hanno concordato una sospensione delle ostilità di tre giorni per consentire lo svolgimento di questi colloqui”. Insieme a Jared Kushner e funzionari del Consiglio per la sicurezza nazionale, del Dipartimento di Stato e del Dipartimento del Tesoro “Witkoff ha incontrato sia il presidente russo Putin sia il presidente ucraino Zelensky per discutere con ciascuna delle parti le proposte dell’altra. A Kiev, alle delegazioni si sono inoltre uniti i consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Germania e Francia, per lavorare insieme sui prossimi passi”

Dall’Eliseo filtra che i negoziatori statunitensi hanno riferito di una ‘rinnovata disponibilità al negoziato’ da parte della Russia durante i loro colloqui con i rappresentanti europei ieri a Kiev. L’apertura è riferita a dopo le elezioni della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, in programma dal 18 al 20 settembre. Lo stesso portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parla di “piccolo passo verso la pace”, e non esclude la possibilità di riprendere i colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina, anche se “è troppo presto per discutere di luogo e tempistica”.

In un’intervista ad Axios Zelensky lascia intendere che gli Stati Uniti stiano valutando la possibilità che Ucraina e Russia intraprendano passi per allentare le tensioni durante l’inverno, riavviando al contempo i negoziati per un accordo di pace più ampio. Pur essendo convinto che Putin conti su un altro inverno rigido per indebolire l’Ucraina, Zelensky ha aggiunto che il presidente russo “ha bisogno di Trump” e non vuole inimicarsi il presidente statunitense in vista delle elezioni di medio termine.

L’Ucraina è uno dei temi di cui spesso parla il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sempre confermato il sostegno dell’Italia alla causa di Kiev dopo l’aggressione russa cominciata ormai nel febbraio del 2022. Il concetto è stato ribadito anche nella colazione di lavoro di oggi, al Quirinale, con il presidente della Repubblica di Estonia, Alar Karis, che aveva incontrato nell’ottobre del 2025 a Tallin, in occasione della ventesima riunione dei capi di Stato del gruppo Arriolos. Mattarella ha espresso “l’auspicio che i negoziati in corso portino a risultati”.

I due presidenti hanno discusso di diversi argomenti al Colle: dal processo di integrazione europeo al progetto di difesa comune, ma anche delle tensioni in Medio Oriente, della situazione a Gaza e del conflitto con Israele. Nei giorni scorsi, nel messaggio inviato per l’apertura dell’edizione 2026 del Forum Ambrosetti, a Cernobbio, il capo dello Stato era tornato a parlare dei rischi causati dai conflitti, con un’espressione forte ma esplicita: senza la pace “sono messe a dura prova le stesse prospettive di un’economia mondiale prospera e in crescita costante e duratura”.

Di Ucraina ha parlato anche la premier, Giorgia Meloni, dopo la visita a Palazzo Chigi del primo ministro belga, Bart De Wever. “L’Italia continua a fare la propria parte insieme ai partner europei per favorire un percorso negoziale verso una pace che deve essere giusta e duratura”, assicura la presidente del Consiglio. Nessun accenno, invece, alla questione delle ingerenze russe sul voto democratico in Europa. Argomento, questo, che non convince il suo vicepremier, Matteo Salvini: “L’unica mia preoccupazione che riguarda la Russia è lavorare per la fine di questa maledetta guerra. C’è la missione americana in queste ore a Mosca e Kiev, speriamo porti qualcosa”, dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.