Nei primi cinque mesi del 2026 il valore delle esportazioni italiane di componenti automotive verso la Germania è diminuito del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. La Germania è il primo mercato di destinazione della componentistica italiana. Secondo Anfia, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, la crisi che sta attraversando il settore automotive tedesco sta avendo “inevitabili ripercussioni sui fornitori italiani maggiormente integrati nelle catene di fornitura tedesche”. A luglio l’indice italiano della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori è infatti diminuito del 9,5% su base annua. “A questo si aggiunge un elemento di incertezza sul fronte della domanda domestica ed europea: il consumatore appare ancora disorientato nelle proprie scelte d’acquisto”, ha affermato Gianmarco Giorda, direttore generale di Anfia, riferendosi alla fase di transizione tecnologica dell’automotive. Il recente sondaggio CLEPA-YouGov, citato da ANFIA e condotto su oltre 5.200 cittadini nei cinque principali mercati europei, rileva che solo l’8% degli intervistati indica un’auto elettrica a batteria come prossimo acquisto. “Il percorso di transizione deve tener conto delle effettive dinamiche del mercato e delle esigenze dei consumatori, adottando un approccio tecnologicamente neutrale e pragmatico”, ha detto Giorda.