La produzione francese di mais da granella nel 2026 è stimata a 8,1 milioni di tonnellate, in calo del 42% rispetto al 2025 e al livello più basso almeno dal 1980. Il risultato è legato agli effetti combinati della siccità persistente, delle ondate di caldo estive e della riduzione delle superfici effettivamente raccolte. Lo rileva Agreste, il servizio statistico del Ministero francese dell’Agricoltura, nelle stime sulle grandi colture aggiornate al primo settembre. La produzione è stata rivista al ribasso rispetto ai 9 milioni di tonnellate stimati ad agosto. La resa è prevista a 68,2 quintali per ettaro, il 21% in meno rispetto al 2025 e inferiore anche al precedente minimo di 69,7 quintali registrato dopo l’ondata di caldo del 2003. Le superfici di mais da granella sono stimate in calo del 26% su base annua. Circa 120.000 ettari, soprattutto di mais non irrigato e in cattive condizioni, sono stati destinati all’insilato, anche per compensare la carenza di foraggi nelle aree di allevamento. Per le coltivazioni non irrigate il calo della resa arriva al 29% su base annua.
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