Export, Cs Confindustria: Nuove rotte, opportunità Mercosur ma anche India e Golfo

Gli accordi commerciali diventano una leva strategica non soltanto per aumentare

le esportazioni, ma anche per ridurre le dipendenze, diversificare gli approvvigionamenti, rafforzare

la sicurezza economica, contenendo l’escalation protezionistica e preservando un quadro di regole

condivise in una fase di crescente debolezza del multilateralismo. E’ quanto rileva il Centro studi di Confindustria con il rapporto ‘Export italiano tra fratture e nuove rotte’. Gli accordi dell’Unione europea con Mercosur e India aprono prospettive particolarmente rilevanti. Nel complesso, contribuiscono alla costruzione di un’area di libero scambio che coinvolge oltre 2 miliardi di persone, quasi un quarto del PIL e degli scambi mondiali. Il Mercosur presenta un potenziale particolarmente significativo per l’Italia: a regime, la riduzione dei dazi equivale al 10,6% del valore dell’export italiano, contro il 10,1% della Germania e il 9,2% della media UE. Nei primi due mesi di applicazione dell’accordo, maggio e giugno, le esportazioni italiane verso l’area sono già aumentate del 12,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, più del doppio rispetto alla crescita dell’export verso il complesso dei mercati extra-UE (+5,5%). Solo a maggio, l’export italiano verso il Mercosur aveva registrato un +21,1% su maggio 2025. La missione che abbiamo appena concluso in Argentina e Brasile ha confermato la straordinaria rilevanza strategica di questi mercati per il nostro sistema industriale”, ricorda Maurizio Tarquini, Direttore Generale di Confindustria. “L’entrata in vigore dell’Accordo UE-Mercosur ha aperto prospettive concrete per le nostre imprese, in termini di riduzione dei dazi, accesso agli appalti pubblici e integrazione nelle filiere produttive locali. Il nostro compito è ora accompagnare le imprese italiane, grandi e piccole, nel tradurre questa opportunità in risultati concreti e duraturi”, conclude Tarquini.