Trump all’Onu teme Mid-term: “Accordo con Iran dopo elezioni. Putin fermi la guerra”

Il discorso del presidente degli Stati Uniti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite: "In Ucraina la guerra finirà prima di quanto si creda"

E’ un Trump più ‘contenuto’ quello che parla dal pulpito dell’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. E’ un presidente sicuramente più preoccupato del calo dei consensi in vista delle elezioni americane di midterm rispetto a quello fresco di vittoria di un anno fa, in cui attaccava Canada, Europa, Cina e Sud America. Eppure è un presidente sempre dotato di una certa ‘spacconeria’: “Altri parlavano di pace, io l’ho realizzata”, dice ricordando di aver posto fine a ben 8 guerre. Nel suo discorso non mancano i leitmotiv con cui è solito arringare gli americani, come “l’America è tornata, è più forte che mai”, “Stiamo vivendo età dell’oro”. Tuttavia, il Donald Trump che parla all’Onu è un presidente fiaccato da mesi di guerra contro l’Iran, da un continuo tira e molla internazionale tra Russia e Ucraina (conflitto che aveva promesso di far terminare non appena entrato in carica, un anno e mezzo fa) e che deve fare i conti con un crollo nei sondaggi in vista delle elezioni di metà mandato (dovuto soprattutto all’impennata dei prezzi del petrolio).

Secondo un sondaggio di NBC News pubblicato domenica, infatti, il 43% degli elettori registrati intende usare il proprio voto per il Congresso, previsto per questo autunno, per inviare “un segnale di opposizione al Presidente Trump”; si tratta di un livello record nei sondaggi dell’emittente dal 1998 a oggi.

E quindi, ecco che l’accordo con Teheran si raggiungerà “dopo le elezioni di midterm”, annuncia, promettendo che di conseguenza “i prezzi del petrolio si abbasseranno” e che “saranno ancora più bassi di quanto erano all’inizio del conflitto”. Prevedere la fine della guerra dopo le elezioni serve agli obiettivi politici di Trump, poiché permette agli elettori di credere che il conflitto – e il conseguente rincaro della benzina – terminerà a breve. Forse serve anche a placare alcuni malumori sul conflitto all’interno del suo stesso partito repubblicano. Tuttavia, in passato le previsioni di Trump sulla durata della guerra si sono rivelate azzardate. Inizialmente, lui e la sua amministrazione avevano previsto che il conflitto sarebbe durato dalle 4 alle 6 settimane. Sono passati ormai quasi sette mesi.

Ma Trump torna a giustificare la necessità di aver attaccato l’Iran: bisognava impedire a Teheran di ottenere armi nucleari. E ribadisce: “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”. Il presidente tuttavia esorta le altre nazioni a unirsi all’America nell’isolare economicamente Teheran costringendolo così a sedersi al tavolo dei negoziati. “Devo prendere una decisione importante. Si raggiungerà un accordo con l’Iran che permetta loro di ricostruire e creare un Paese molto più grande di quanto non sia mai stato in passato?” dice Trump. “Oppure annienterò la Repubblica Islamica, e lo farò rapidamente, senza mai dare loro la possibilità di uccidere e distruggere di nuovo persone e nazioni? Li spingo all’inferno, senza alcuna possibilità di sopravvivenza né speranza di grandezza o generazioni future? Ma credo che raggiungeremo un accordo subito dopo le elezioni”.

Il discorso ha rappresentato l’ultima delle motivazioni addotte da Trump per la guerra con l’Iran. In precedenza, aveva citato diverse ragioni per gli attacchi congiunti USA-Israele di febbraio, tra cui il programma nucleare di Teheran, il sostegno a gruppi regionali per conto terzi (proxy) e la prospettiva di un cambio di regime. L’Iran ha sempre negato di voler sviluppare armi nucleari.

Allo stesso modo, promette, “risolveremo il conflitto” tra Ucraina e Russia “più velocemente di quando si pensi”. E manda un messaggio a Putin: “Deve mettere fine alla guerra”. “25.000 giovani soldati per lo più stanno morendo ogni mese, 25.000 al mese. Guardo sempre le foto dei campi di battaglia e non vorrei più vederle, sono terribili. E gli Stati Uniti risolveranno questa questione in un modo o nell’altro, la risolveremo e anche velocemente”, spiega Trump ricordando di aver sottoscritto una nuova legge che gli concede l’autorità per imporre dazi “e se necessario li userò” contro Mosca. “È il momento di porre fine al massacro”.