Il glaciologo Fabrizio Troilo di Fondazione Montagna sicura di Courmayeur lancia un grido di speranza attraverso La Stampa: “Ghiacciai in grande sofferenza. Ma proprio i colleghi elvetici ci indicano una sorpresa. Nulla di positivo, sia chiaro, ma secondo i loro calcoli l’estate non avrebbe fuso la stessa quantità di ghiaccio dell’anno horribilis, il 2022. Ipotesi basata sulla poca umidità dell’aria, secchezza che in parte ha salvato le alte quote”.
Troilo a giorni salirà con i colleghi ai 4.100 metri del ghiacciaio pensile Whymper, sulle Grandes Jorasses, Monte Bianco, per verificare se le aste infilate per 50 metri nelle profondità fino alla roccia indichino temperature di zero gradi. Una possibilità già accaduta che significa che quel ghiacciaio, nonostante l’altitudine, ha punti temperati, cioè poggia sull’acqua e non più sul ghiaccio. Le Alpi hanno poco tempo per continuare a vestire di bianco. Troilo: “A fine secolo, continuando così, il ghiaccio sarà dai 4.000 metri in su”.