“Sento di aver fatto un passo importante per il Paese: è una legge per il futuro energetico dell’Italia”. Lo dice Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in una intervista a Il Sole 24 Ore. “E’ stato un percorso graduale, com’era giusto fosse, e che aggiunge una possibilità affinché il Paese possa crescere e essere più competitivo – aggiunge -. Tutto questo andando per gradi, con i decreti di attuazione, e valutando gli strumenti a disposizione nei prossimi anni come i mini-reattori. In questo modo non solo dotiamo il Paese, in prospettiva, di una fonte di energia programmabile, ma forniamo un assist per integrare le rinnovabili nel sistema energetico italiano. Gli analisti stimano un ulteriore fabbisogno energetico nel 2040 di almeno 100-150 terawattora in più rispetto a ora e, se già oggi siamo carenti di 50 TWh nella nostra produzione, l’indipendenza e la sicurezza del Paese vengono meno. Ecco perché credo di aver reso un buon servizio alle future generazioni”. Quanto alle opposizioni, Pichetto spiega: “Dietro a questa legge, c’è stata una seria elaborazione, con la Piattaforma, analisi e verifiche puntuali, e, soprattutto, un notevole contributo delle migliori intelligenze del sistema nucleare italiano nelle università, negli enti nazionali e nelle imprese. Da questo discenderanno le norme di attuazione, che sono la parte operativa, tecnica e di sicurezza. È un passo che va fatto scalino per scalino: se cerchi di fare più scalini con un salto, rischi di cadere. A me premeva fornire un quadro normativo per dare serenità alle scelte che dovranno portarci, all’inizio del prossimo decennio, a far partire la produzione con l’energia nucleare”.