Pnrr, Gentiloni: Stress test superato, ora la sfida di nuovi investimenti comuni

“Il Pnrr è stato uno ‘stress test’ per la Repubblica, e nel complesso lo abbiamo superato. Ora si apre la partita, altrettanto importante e strategica, del dopo Pnrr. Di come fare tesoro di questa esperienza per rilanciare in modo stabile la crescita italiana”. Lo scrive in un suo intervento su Il Sole 24 Ore l’ex premier e commissario europeo Paolo Gentiloni. “Tutto comincia con Next Generation Eu, una pagina straordinaria della vicenda europea che ho vissuto in prima persona a Bruxelles da Commissario agli affari economici e monetari”, si legge ancora. “Nell’insieme, tuttavia, va riconosciuto che i tre governi coinvolti dall’attuazione del Piano (Conte 2, Draghi e Meloni) hanno retto allo stress test e, come auspicato dal Presidente Mattarella nel marzo del 2023, si sono ‘messi alla stanga’. Al di là della valutazione dei singoli interventi, e al netto di operazioni avventate come il Superbonus, le conseguenze sono state una decisa accelerazione della spesa pubblica per investimenti, che dal 2022 ha raggiunto e finalmente superato la media europea, anch’essa in rialzo nonostante la crisi. E una altrettanto decisa accelerazione dei tempi di decisione della pubblica amministrazione”, sottolinea ancora Gentiloni.

L’ex premier conclude così: “Si tratta di decidere se l’esaurirsi delle risorse europee straordinarie comporta l’esaurimento della stagione dell’accelerazione degli investimenti e delle procedure amministrative. Oppure se, al contrario, il lascito positivo del Pnrr viene messo a frutto per nuovi investimenti pubblici, a partire da quelli finanziati proprio dai Fondi e dal Bilancio europeo. Le intenzioni della Commissione sono chiare: non disperdere quanto di positivo l’esperienza di Next Generation Eu ha portato. Anzi, fare del metodo performance based il pilastro del nuovo bilancio pluriennale, anche per mettere in grado le politiche di coesione di affrontare, quando verrà attuata, la nuova stagione di allargamento a quattro o cinque Paesi candidati”.