“Se questo caso dovesse essere confermato, sarebbe un segnale molto chiaro. Già alcuni mesi fa era emersa una minaccia di attacco in Bulgaria, dopo la collaborazione di Sofia con gli Stati Uniti. Il messaggio iraniano sarebbe: chiunque permetta a Washington di agire contro la Repubblica islamica può diventare un bersaglio. Teheran ha già detto che avrebbe ampliato i confini della propria campagna. Un’operazione nel Regno Unito sarebbe coerente con questa strategia: mostrare che la risposta non resta confinata allo Stretto di Hormuz o al Golfo”. Lo dice, intervistato da Il Corriere della Sera, Danny Citrinowicz, ex funzionario dell’intelligence militare israeliana ed esperto di Iran. Quanto è accaduto a Londra può aprire una pagina nuova e proccupante nel conflitto tra usa e Iran nel caso in cui dovesse essere conferma l’ingerenza di Teheran: “Sul fronte americano non sono sicuro che ci sarebbe una reazione militare immediata. Washington sembra concentrata sull’aumento della pressione economica e non pare avere un interesse reale a tornare a una guerra aperta prima delle elezioni di metà mandato. Per Londra la questione sarebbe diversa. Il ministero degli Esteri britannico ha già affrontato il tema con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Se emergesse una responsabilità iraniana, Londra potrebbe essere spinta a misure più severe, fino alla rottura delle relazioni diplomatiche”.