“In questa crisi” energetica, “l’Europa è una delle regioni più esposte, se non la più esposta in assoluto, per quanto concerne il diesel, perché ne importa quantità enormi e stiamo entrando nella stagione più rigida, quella invernale. Inoltre, le tradizionali fonti di importazione, in particolare la Russia e il Medio Oriente, presentano difficoltà, e ad oggi riceviamo circa il 50% del nostro diesel dagli Stati Uniti, dove, come vedete, sono in corso dibattiti sulle politiche statunitensi relative all’export”. Lo ha detto Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), a margine del Consiglio Ue informale energia a Dublino.
“Stiamo seguendo i mercati molto da vicino – ha spiegato – in particolare quello dei prodotti raffinati. Per quanto riguarda il diesel e gli altri carburanti, se dovesse essercene la necessità, ci confronteremo chiaramente con i governi dei nostri Paesi membri per intraprendere le misure necessarie, ma stiamo monitorando con molta attenzione, soprattutto i mercati dei prodotti. Ne stiamo discutendo a fondo sia all’interno dell’Europa, sia con i Paesi che esportano diesel e prodotti raffinati verso l’Europa”.