Anche i mari europei hanno registrato temperature eccezionalmente elevate per tutta l’estate del 2026. Lungo gran parte della costa atlantica e nel Mediterraneo occidentale e centrale sono state registrate temperature superficiali del mare (SST) record o quasi record. Le SST elevate sono state accompagnate da ondate di calore marine da forti a eccezionali, caratterizzate da periodi prolungati di temperature oceaniche insolitamente calde. Le ondate di calore marine possono intensificare il calore nelle aree costiere adiacenti limitando il raffreddamento notturno e aumentando l’umidità, aggravando così lo stress termico.
Le condizioni di secco prolungate e severe in tutta Europa hanno determinato l’estate con i flussi dei fiumi più bassi mai registrati nel continente dall’inizio delle rilevazioni dello European Flood Awareness System (EFAS) nel 1992. Nei mesi di luglio e agosto si sono verificati contemporaneamente flussi minimi record o quasi record in molti dei principali fiumi europei, tra cui il Reno, il Danubio, il Po, la Loira, il Rodano e la Senna. Ciò ha causato gravi disagi a numerosi settori, compreso il trasporto merci, con ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, esercitando al contempo una pressione crescente sull’irrigazione, sul raffreddamento dei reattori nucleari, sulla produzione di energia idroelettrica e sulla disponibilità di acqua dolce, mettendo in evidenza lo stretto legame tra il cambiamento climatico e le pertinenti sfide geopolitiche, quali la sicurezza energetica.