“Un secondo referendum spaccherebbe il Paese. Tutto questo è assurdo, assurdo! Come si può dire di voler unire il Paese e poi riaprire la questione Brexit? Eppure abbiamo un primo ministro che dice di essere favorevole alla devolution dei poteri. Invece, anche solo prendere in considerazione l’idea di rientrare nel mercato unico, nell’unione doganale, per non parlare dell’Unione europea stessa, è l’esatto contrario della devoluzione: sarebbe un enorme trasferimento di poteri verso un’autorità superiore, quella europea”. Così Nigel Farage in una intervista a Repubblica. Che smonta il 60% dei britannici favorevoli al rientro in Ue: “Finché non gli dici che costerebbe 25 miliardi di sterline all’anno. O che significherebbe entrare in Schengen e, di fatto, impegnarsi nuovamente ad adottare l’euro. Sa una cosa? Penso che Burnham abbia commesso un grosso errore politico. Davvero”. E ancora: “Non voglio nemmeno contemplare una cosa del genere. Semplicemente non succederà. Non succederà! Davvero Burnham pensa di volersi sedere al tavolo in Europa, e spuntarla, con l’AfD, Le Pen e perfino Meloni, tutte persone che ha descritto in passato come alcune delle più terribili sulla faccia della terra? Questa non è l’Unione europea che abbiamo abbandonato. È un posto molto diverso. E ciò presuppone che Burnham vinca le prossime elezioni. Questa sua nuova spinta pro Ue potrebbe avvantaggiarlo nei quartieri radical chic come Islington a Londra, ma in posti come Doncaster sarà accolta in modo disastroso”.