leksii Goncharenko è il presidente della Commissione d’inchiesta del Parlamento di Kiev sulle violazioni nel settore della difesa e delle leggi anti-corruzione durante la legge marziale. Venerdì ha invitato il governo ad avviare trattative con Mosca per porre fine alla guerra e il suo partito, Solidarietà europea, vicino all’Ue, l’ha espulso per “divergenze ideologiche”. In dialogo con Il Fatto Quotidiano spiega: “C’è una situazione di stallo. L’Ucra i n a non è crollata: da 5 anni combattiamo e teniamo le nostre posizioni. Ma anche la Russia resiste: la sua economia funziona, continua a rimpiazzare le proprie forze e i russi si stanno adattando non meno di noi. Hanno già dimostrato di essere pronti a sacrificare uno o addirittura due milioni di soldati. E la loro popolazione è molto più grande della nostra. Non possiamo sconfiggerli e loro non possono sconfiggere noi. Il problema è che ora Mosca sta conducendo una guerra di logoramento attaccando sistematicamente depositi, fabbriche e strutture produttive strategiche. Per quanto tempo possiamo sostenere questa situazione? Finché non distruggeranno la nostra ultima fabbrica?”. E ancora: “Ora abbiamo molti alleati. Ma in un Paese per noi fondamentale potrebbe arrivare al potere una forza politica che non ci sostiene. Potrebbe ridurre i finanziamenti o interromperli del tutto. E allora da dove prenderemmo le risorse? Affidarci all ’Europa a tempo indeterminato non è una soluzione”.