Ue-Cina, Eurocamera: Relazioni un punto critico, politica tuteli interessi europei-2-

Gli eurodeputati chiedono un rafforzamento del controllo sugli investimenti e della protezione di tecnologie, infrastrutture e catene di approvvigionamento critiche. Il Parlamento individua nell’eccesso di capacità produttiva industriale cinese, nei sussidi statali e nelle restrizioni all’accesso delle imprese europee al mercato cinese delle sfide crescenti per l’economia dell’UE.

Gli eurodeputati chiedono reciprocità e condizioni di parità (‘level playing field’) negli scambi commerciali e negli investimenti, sostenendo un’azione proporzionata dell’UE qualora la Cina non apra i propri mercati interni. Chiedono inoltre un rafforzamento dei partenariati nell’ambito del programma “Global Gateway”, per offrire un’alternativa credibile all’iniziativa cinese “Belt and Road”, in particolare in Africa e America Latina. La relazione ribadisce la politica dell’UE dell’ “unica Cina”, opponendosi al contempo a qualsiasi modifica unilaterale dello ‘status quo’ a Taiwan ottenuta con la forza o la coercizione.

Gli eurodeputati invocano una maggiore resilienza contro attacchi informatici, interferenze straniere, spionaggio e minacce ibride, chiedendo al contempo di rafforzare il dialogo sui diritti umani e di esercitare pressioni sulla Cina in merito alla repressione, al lavoro forzato e alle politiche attuate in Tibet e nello Xinjiang. Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per l’adozione della legge sulla promozione dell’unità e del progresso etnico e per il suo potenziale di istituzionalizzare ulteriormente le politiche di assimilazione. Chiede inoltre il rilascio incondizionato dei prigionieri politici.