
Dal Med9 di Spalato, i Paesi che affacciano sul Mediterraneo rivendicano la loro centralità per l’Europa, per le rotte commerciali ed energetiche, per la sicurezza marittima, per il governo dei flussi migratori, per la connettività e i rapporti con il Medio Oriente e il Nord Africa.
“Il Mediterraneo è il cuore blu della nostra Unione”, scandisce la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, garantendo che Bruxelles sta “lavorando alacremente per garantire alla regione un futuro prospero, resiliente e sostenibile affrontando la questione dei costi energetici, discutendo dell’allargamento dell’Ue e promuovendo economie sostenibili e integrate“.
Intervenire sui prezzi dell’energia e garantire gli approvvigionamenti, lavorare per la stabilità in Medio Oriente, preparare il prossimo Consiglio europeo: “sono queste le sfide al centro del vertice dei paesi mediterranei dell’Unione Europea riuniti in Croazia“, conferma il presidente francese Emmanuel Macron, che punta a costruire “insieme il futuro dell’Europa e del Mediterraneo, per investire nella nostra competitività e rafforzare la nostra sovranità, tutelando al contempo il nostro patrimonio naturale”.
Giorgia Meloni torna a insistere sulla necessaria flessibilità anche per l’inflazione che impatta sui bilanci nazionali dei 27. La premier riferisce di aver avuto modo di parlare della lettera inviata a von der Leyen: “Il tema che poniamo è quello dell’impatto della maggiore inflazione sta avendo sui bilanci nazionali”, ribadisce, ricordando che l’inflazione di oggi non è quella di tre anni fa, “oggi è molto più alta e questo comporta per la quasi totalità degli stati membri dei costi automatici maggiori. Abbiamo una serie di adeguamenti automatici all’inflazione. Anche le materie prime sono aumentate, questo comporta un esborso maggiore. Ci sono miliardi e miliardi in più che saremo chiamati a spendere senza averlo deciso“, afferma.
Non si tratta, assicura la presidente del Consiglio, di una “spesa libera per essere ‘allegri’”, ma di una questione di “buon senso” sulla quale Meloni registra l’”interesse” di altri Paesi.
Il vertice mediterraneo arriva in “una situazione complessa”, nota la premier e alla vigilia di un importante Consiglio europeo. La prima sessione di lavoro è infatti dedicata al tema ‘A Resilient Mediterranean at the Heart of a Stronger Europe’, in vista del Consiglio di ottobre.
“Credo fosse utile far convergere le posizioni dei paesi del Mediterraneo”, sostiene Meloni in conferenza stampa finale, osservando come le materie discusse dimostrino che sia utile per l’Europa avere un occhio particolare al fianco Sud e non solo al fianco Est.
Sul tavolo dei 9 c’è la necessità di un approccio europeo a 360 gradi alla sicurezza, la protezione delle rotte marittime e delle infrastrutture strategiche, la sicurezza e l’accessibilità dei prezzi dell’energia.
Per l’Italia, la discussione si inserisce nel lavoro portato avanti nelle ultime settimane su competitività ed energia: la videoconferenza del 6 ottobre co-organizzata dal Presidente del Consiglio Meloni, con il cancelliere Friedrich Merz e il primo ministro Bart De Wever, il contributo elaborato con la Repubblica Ceca sui prezzi dell’energia e la competitività e il confronto in ambito G7 sull’energia. Sul prossimo bilancio europeo, l’Italia ha promosso insieme alla Romania l’iniziativa dei 17 leader del gruppo ‘Amici della Coesione’, a sostegno di un Quadro finanziario capace di finanziare le nuove priorità senza indebolire agricoltura e coesione.
La seconda sessione del vertice viene dedicata a ‘Partnering for a Sustainable and Thriving Mediterranean’. Partecipa, come ospite, il principe Alberto II di Monaco. Il confronto riguarda il rapporto tra sostenibilità ambientale, crescita e partenariati, con particolare attenzione a blue economy, pesca, turismo sostenibile, investimenti, cooperazione regionale. Per l’Italia, l’obiettivo è coniugare sostenibilità e prosperità, anche attraverso strumenti come il Patto europeo per gli oceani, il Piano Mattei e il Patto per il Mediterraneo, promuovendo iniziative comuni con i partner della sponda Sud, come ad esempio il progetto Elmed con la Tunisia.
Pranzo di lavoro poi dedicato al Medio Oriente, al quale partecipa come ospite esterno il principe ereditario di Giordania Al Hussein bin Abdullah II. La discussione tocca Gaza e le prospettive del processo politico, Iran, Siria, Libano, sicurezza marittima ed energetica e, più in generale, le ricadute dell’instabilità regionale su energia, commercio, trasporti e sicurezza europea. Particolare attenzione viene dedicata alla necessità di rafforzare il coordinamento con i partner regionali, a partire dai Paesi del Golfo.