Ex Ilva, domani sindacati a Palazzo Chigi. Parti sociali avvertono governo: “Tempo scaduto”

Oggi a Taranto confronto estremamente delicato nel consiglio di fabbrica convocato all’interno dello stabilimento AdI

La drammatica vertenza dell’ex Ilva continua a vivere momenti di altissima tensione. Nella giornata di oggi, a Taranto, si è tenuto un confronto estremamente delicato nel consiglio di fabbrica convocato all’interno dello stabilimento AdI. All’incontro hanno preso parte tutte le Rsu dei lavoratori diretti, dell’appalto e dell’indotto, riunite unitariamente dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm, Usb e Federmanager per fare il punto sulla fase emergenziale. Il verdetto emesso dalla base e condiviso dai rappresentanti dei lavoratori è netto e unanime: la pazienza è ormai definitivamente esaurita e, come ribadito a gran voce dai lavoratori, “il tempo è scaduto”.

L’incontro ha fatto da preludio all’importante tavolo istituzionale convocato dal Governo per domani (ore 18.30) a Palazzo Chigi, presieduto da una delegazione governativa guidata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Di fronte a una crisi industriale e sociale che le organizzazioni dei lavoratori definiscono “non più sostenibile”, questo incontro rappresenta un passaggio cruciale. Il confronto anticipa infatti il Consiglio dei Ministri fissato per martedì 13 ottobre, data in cui l’esecutivo potrebbe esaminare e varare un apposito decreto legge finalizzato alla tutela concreta della filiera.

Le sigle sindacali, dal canto loro, denunciano una situazione di gravissima emergenza che “dura da oltre 14 anni” e continua a produrre “incertezza, precarietà e pesanti ricadute” occupazionali ed economiche, mettendo a rischio non solo i diretti ma l’intero tessuto industriale locale. Le criticità croniche sono ulteriormente aggravate dalle “esigue risorse disponibili alla gestione commissariale” e dal contestuale avvio della fase di “preriscaldo degli impianti”, un’operazione tecnica che sta determinando di fatto “un ulteriore aumento della cassa integrazione e un aggravamento delle condizioni economiche e sociali” per migliaia di famiglie. L’allarme investe l’intera filiera non solo in vista di questo tavolo romano, ma anche in attesa della delicata pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite prevista per il prossimo 20 ottobre.

Le richieste presentate al Governo dalle organizzazioni dei lavoratori sono improrogabili: serve un intervento straordinario e immediato per evitare che la crisi industriale si trasformi in “una vera e propria bomba sociale”. Si invocano esplicitamente “misure straordinarie che vadano oltre le attuali leggi vigenti”, introducendo percorsi protetti di “pensionamento anticipato” o la possibilità di aderire su base volontaria all’”incentivo all’esodo”, oltre a un vero piano industriale di lungo respiro incentrato sulla “decarbonizzazione”. Come concludono i sindacati nella loro nota ufficiale, Taranto “non può più accettare di scegliere tra occupazione e diritto alla salute”.