
Le truppe italiane a Riad sono un “rischieramento“, non una “missione“. Guido Crosetto riferisce alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sull’attacco Houthi alla base di Ta’if, in cui è rimasto danneggiato un caccia Eurofighter F-2000 italiano senza provocare feriti
Al centro dell’informativa la presenza di circa 500 militari italiani in Arabia Saudita, suddivisi tra Task Force Air e Task Force Land, della quale le opposizioni in Parlamento lamentano di non essere state informate. Crosetto risponde alle accuse assicurando di non aver avviato “nuove missioni clandestine” senza il preventivo passaggio parlamentare. “È evidente che la presenza dei nostri militari in Arabia Saudita non si configura come una nuova missione, ma è conseguenza del riposizionamento di due Task Force, annunciato e discusso in tutte le sedi parlamentari previste“, scandisce il ministro. Il trasferimento da Kuwait e Iraq è stato definito come una “scelta squisitamente tecnica e operativa” maturata all’interno del perimetro dell’operazione Inherent Resolve e coordinata dallo Stato Maggiore della Difesa. “La cosa chiara di tutti questi schieramenti e riposizionamenti è che le truppe italiane non partecipano a nessuna operazione di guerra, non fanno nulla al di là del mandato ricevuto dal Parlamento e non hanno fatto un solo atto difforme da quanto autorizzato”, ribadisce Crosetto. Il titolare della Difesa conferma anche il rientro del velivolo radar Gulfstream Caew.
Non mancano però le polemiche. Il MoVimento 5 Stelle contesta al ministro l’esistenza sul sito ufficiale della Difesa di diciture e stemmi riferiti a “nuove missioni”. Il capogruppo in commissione Difesa Arnaldo Lomuti parla di “atteggiamento imbarazzante” e denuncia una presunta “sottovalutazione del rischio” nell’attacco del 18 settembre scorso contro la base aerea di Ta’if.
Crosetto ammette l’imprecisione formale apparsa sul portale online: “In Arabia c’è un rischieramento, non una nuova missione: sul sito del ministero si parla di missione ed è sbagliato. Mi è stato spiegato che il termine era usato in senso militare e non giuridico, ma tutelerò io stesso le prerogative del Parlamento di fronte a questo errore”, garantisce. Quanto alla sicurezza a Ta’if, il ministro conferma che l’attacco non mirava deliberatamente al contingente italiano, ma ha precisato di aver immediatamente disposto una nuova valutazione del quadro operativo.
A difesa della scelta strategica di cooperare con Riad esprime Ettore Rosato di Azione, sottolineando come l’Arabia Saudita rappresenti il massimo produttore di petrolio e un perno invalicabile per gli equilibri energetici ed economici nazionali. Rosato invita a rivendicare “con orgoglio le operazioni difensive a tutela degli interessi nazionali”.
In audizione, Crosetto allarga lo sguardo alla crisi del Mar Rosso e al canale di Bab el-Mandeb, fondamentale per la flotta mercantile e la portualità italiana. Il ministro ricorda di aver scritto all’alta rappresentante Ue Kaja Kallas per chiedere un potenziamento immediato della missione navale Aspides. La sollecitazione ha già trovato terreno fertile: almeno tre nazioni europee starebbero per formalizzare l’invio di nuovi assetti navali. “L’Italia da sola copre oltre il 33% di tutte le missioni dell’Unione Europea: per eguagliare il nostro sforzo servono il secondo, il terzo e il quarto Paese messi insieme”, ricorda Crosetto. Questo, rivendica, “dimostra che il nostro impegno per il multilateralismo si misura nei fatti e non soltanto a parole”.