Yuriy Ryzhenkov, amministratore delegato di Metinvest, la più grande azienda ucraina e uno dei campioni europei della siderurgia contesta in una intervista a Il Corriere della Sera la decisione dell’Unione europea di quote restrittive alle importazioni di acciaio ucraino: “Una sorpresa molto spiacevole. Le quote assegnate all’Ucraina mesi fa comportano una riduzione di oltre il 60% delle export di acciaio rispetto allo scorso anno. È un’evoluzione negativa, che si somma ad altri fattori. Sosteniamo l’impegno europeo per la decarbonizzazione, per esempio, ma non si tiene conto della situazione dell’Ucraina. Dal 2022 lottiamo per sopravvivere, è impossibile investire nella decarbonizzazione adesso. Ci aspettavamo che a Bruxelles si consentisse all’Ucraina un percorso più graduale. Tanto più che il blocco del Mar Nero ci impedisce di esportare altrove: il mercato europeo per noi è vitale. Il taglio del 60% delle quote è un ulteriore colpo”. La Ue continua ad acquistare acciaio russo: “Vero: vediamo ancora quantità ingenti di acciaio russo arrivare in Europa – continua-. Le quote si riducono gradualmente, ma sono ancora tutt’altro che a zero. È paradossale: a colpirci con le restrizioni sono i nostri alleati, mentre i nostri nemici continuano ad avere accesso al mercato”.