“A volte l’Europa appare come un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. Ma è molto resiliente, attrae interessi ed è difficilissimo farne a meno. Io penso che abbia un futuro”. Così Domenico Siniscalco, presidente della Fondazione Einaudi, già ministro dell’Economia, in un colloquio con La Stampa. “Si tratta naturalmente di completare il disegno, un po’ come dice Draghi”, aggiunge. E ancora. “Per anni si è detto, e probabilmente a ragione, che la struttura di alcuni Paesi, tra cui la Germania e l’Italia, non si prestava a incorporare le grandi innovazioni perché ricche di piccole imprese. Oggi, con l’intelligenza artificiale, non è più così. L’IA è sviluppata fuori, non c’è dubbio, ma per adottarla non servono grandi dimensioni di impresa. E qui c’è la struttura adatta”. Poi parla delle Big Tech, le grandi multinazionali del digitale, come se fossero impossibili da regolare: “Perché riescono a spostare formalmente la produzione di reddito nelle giurisdizioni fiscali in cui conviene di più, e ogni Paese, pur di attrarle, farebbe di tutto. In più sono potenti come Stati. Mi sembra difficile che un Parlamento o un governo metta in piedi misure capaci di contrastarle con successo”.