Auto, Pavone (Nvidia): Il futuro è nell’Ia, industria Ue affronti questa metamorfosi

Marco Pavone, professore ordinario alla Stanford University, guida la ricerca sui veicoli autonomi e Physical Ai in Nvidia, e presiede il Comitato scientifico dell’Istituto italiano per l’intelligenza artificiale per l’industria (AI4I). Da Stanford University e Nvidia osserva un ritardo continentale che rischia di diventare fatale senza capitali coraggiosi: “L’Europa deve trovare il giusto equilibrio tra regolamentazione e competitività industriale”, dice nel colloquio con La Stampa. “Stiamo assistendo a una trasformazione reale con applicazioni pratiche in espansione continua. Sistemi avanzati di assistenza alla guida, come quelli sviluppati da Tesla, si stanno diffondendo rapidamente e sono destinati a diventare sempre più comuni nei prossimi anni, grazie ai progressi tecnologici e alla crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nei veicoli”, spiega Pavone. E ancora: ” L’industria automobilistica europea non è destinata al declino inevitabile, ma deve affrontare una metamorfosi radicale dei suoi processi operativi. Il concetto chiave è il passaggio ineludibile verso i veicoli definiti dal software. Finora il valore di un’auto risiedeva nel motore termico, nel design e nella meccanica di precisione, ambiti in cui l’Europa ha dettato legge per un intero secolo. Domani, e in buona parte già oggi, il valore aggiunto si sposta sul codice informatico e sui sensori di bordo”. L’Unione Europea deve “ritagliarsi uno spazio d’elezione sfruttando la propria solida base manifatturiera e la competenza invidiata in settori ad alto valore aggiunto. Il momento storico richiede un salto di qualità nella gestione dei capitali di rischio, superando la frammentazione attuale dei mercati. È altrettanto fondamentale investire nella formazione, dall’istruzione scolastica e universitaria alla formazione continua, per preparare le nuove generazioni a comprendere e governare queste tecnologie. Dobbiamo demistificare questa tecnologia formidabile e trattarla per quello che è, uno strumento potente che necessita di regole chiare, capitali ingenti e visione industriale a lunghissimo raggio”.