
Gli operai dell’ex Ilva di Cornigliano hanno occupato l’aeroporto di Genova “finché il governo, che ha messo i commissari, non ci darà una risposta molto chiara”. Lo ha annunciato Armando Palombo, Rsu Fiom ex Ilva Colombo. All’aeroporto è arrivato anche il presidente della Regione Marco Bucci.
Nella notte di venerdì 16 è arrivata alla Rsu “la nuova procedura di cassa integrazione, che allargando la cassa integrazione da novembre fino a tutto febbraio, da 280 a 870 lavoratori, contraddice gli impegni presi per iscritto dai commissari solo 48 ore prima. Ovvero l’impegno di dare continuità produttiva allo stabilimento di Genova, attraverso la produzione di rotoli acquistati e prodotti conto terzi”, spiegano i sindacati. L’atteggiamento dei commissari “è schizofrenico ed incomprensibile e insulta i lavoratori che con tenacia e buon senso hanno lottato per tre giorni per ottenere delle prospettive produttive per il nostro stabilimento. Così come insulta chi insieme ai lavoratori ha manifestato e portato la propria solidarietà. Cioè insulta tutta la città di Genova con la sua amministrazione comunale e regionale, l’arcivescovo di Genova e le numerosissime associazioni che ci hanno dimostrato la loro vicinanza con aiuti concreti e la loro presenza”. Da qui la decisione di convocare per questa mattina alle 7 l’assemblea dei lavoratori e poi di occupare l’area partenze dell’aeroporto.
Per Stefano Bonazzi, segretario generale Fiom Cgil Genova, si tratta della “giusta reazione da parte degli operai dell’Ilva rispetto a una comunicazione che è arrivata venerdì notte – nella notte come fanno i ladri – che di fatto dà la possibilità all’azienda di mettere tutti i lavoratori di Ilva in cassa integrazione”. Qualcosa, spiega, “che contraddice completamente ciò che è stato conquistato mercoledì in prefettura, qualcosa che offende i lavoratori, che è un insulto ai lavoratori, che è un insulto al sindacato, ma soprattutto è un insulto alla città, al suo sindaco, alla presidente della Regione, alla curia che con l’arcivescovo Tasca erano insieme a noi, che ritengono sacrosante le nostre rivendicazioni. Cosa vogliamo? Vogliamo che tornino indietro”.
L’obiettivo dei lavoratori è che i commissari “facciano un passo indietro, che ritirino, che modifichino, che specifichino quella lettera rispetto a Genova, perché quei numeri di cassa integrazione, ovvero il blocco dello stabilimento genovese, non è assolutamente accettabile”.
Nella comunicazione inviata nella notte di venerdì, i commissari di Acciaierie d’Italia hanno comunicato l’avvio della procedura per la richiesta di aumento della cassa integrazione straordinaria per un massimo di 8.622 lavoratori (dagli attuali 4.450) fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe. Si tratta di 6.964 lavoratori in cigs a Taranto (su un totale di 7.875), 870 a Genova (su 917), 515 a Novi Ligure (su 542), 117 a Milano (su 125), 70 a Racconigi (su 72), 45 a Marghera (su 48), 23 a Paderno (su 25), 18 a Legnaro (su 20). Attualmente i dipendenti totali sono 9.626.