Nel 2025 il deficit pubblico è rimasto stabile al 3% del Pil nell’area euro e al 3,1% nell’Unione europea, mentre il debito è salito rispettivamente all’87,7% e all’81,5% del Pil. È quanto emerge dai dati diffusi da Eurostat nella seconda notifica del 2026 sulla procedura per i disavanzi eccessivi, relativa ai conti pubblici degli Stati membri per il periodo 2022-2025. Nell’area euro il rapporto tra debito pubblico e Pil è aumentato dall’86,6% di fine 2024 all’87,7% di fine 2025. Nell’Ue il dato è passato dall’80,3% all’81,5%. Il deficit è invece rimasto invariato in entrambe le aree rispetto al 2024. Tra i Paesi membri, i disavanzi più elevati sono stati registrati in Romania, al 7,8% del Pil, Polonia al 7,2%, Belgio al 5,2% e Francia al 5,1%. Undici Stati hanno chiuso il 2025 con un deficit pari o superiore alla soglia del 3% del Pil. Hanno invece registrato un avanzo Cipro, pari al 3,6% del Pil, Danimarca al 2,9%, Grecia al 2% e Irlanda all’1,8%, oltre al Portogallo con lo 0,7%. Sul fronte del debito, i rapporti più elevati sono quelli della Grecia, al 145,4% del Pil, dell’Italia, al 136,7%, della Francia, al 115,7%, del Belgio, al 108,1%, e della Spagna, al 100,5%. I livelli più bassi si osservano in Estonia, al 24%, Lussemburgo al 26% e Danimarca al 27,2%.
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