L’economia dell’area euro ha dimostrato resilienza di fronte al rincaro dell’energia, grazie alla minore dipendenza dai combustibili fossili, al sostegno delle politiche di bilancio, alla tenuta del mercato del lavoro e agli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Ma le prospettive restano esposte a nuovi shock geopolitici, interruzioni delle forniture e a un possibile rallentamento della spinta dell’IA. È quanto emerge da un’analisi pubblicata sul blog della Bce firmata da Óscar Arce, Gerrit Koester e Beatrice Pierluigi, secondo cui la priorità è rafforzare la capacità dell’economia europea di affrontare le prossime crisi. Escludendo l’Irlanda, caratterizzata da dati volatili, il Pil reale dell’area euro nel secondo trimestre del 2026 era superiore dello 0,6% rispetto al quarto trimestre del 2025, con una crescita trimestrale attorno allo 0,3% negli ultimi quattro trimestri. La dipendenza dell’economia dal petrolio è oggi circa la metà rispetto ai primi anni Novanta, mentre la diffusione delle rinnovabili ha ridotto il ruolo del gas nella determinazione dei prezzi dell’elettricità.
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