
Rafforzare i rapporti economici e industriali, consolidare la cooperazione nella difesa e affrontare le principali crisi regionali. Giorgia Meloni vola in Kuwait per un bilaterale con l’emiro Sheikh Misha’al Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah e porta a casa quattro accordi. La premier risponde a un invito rivolto da tempo, nella strategia italiana di rafforzamento delle relazioni con le monarchie del Golfo.
Con la tappa kuwaitiana, la tredicesima di Meloni nel Golfo, la presidente del Consiglio diventa la prima premier italiana ad aver visitato, nel corso di un mandato di governo, tutti e sei i Paesi membri del Consiglio di Cooperazione. Un percorso che secondo fonti diplomatiche italiane “conferma l’attenzione di Roma verso un’area strategica per la sicurezza internazionale, gli approvvigionamenti energetici e gli equilibri economici globali”. Impegno riconosciuto anche dall’invito rivolto alla premier a partecipare al vertice del Gcc di Manama nel dicembre 2025.
Tra le priorità del colloquio c’è il rafforzamento degli investimenti bilaterali. Italia e Kuwait vantano relazioni consolidate, radicate anche nella partecipazione italiana alla liberazione del Paese dopo l’invasione irachena del 1990. Negli anni, i capitali kuwaitiani hanno trovato spazio in Italia in diversi comparti, dal turismo all’immobiliare, dall’alta tecnologia all’energia. In quest’ultimo settore, una presenza di rilievo è rappresentata da Q8, con una rete di circa 3.000 punti vendita e investimenti nella raffinazione e nella produzione di biocarburanti, anche attraverso collaborazioni con Eni. Per favorire nuovi flussi di capitale in entrambe le direzioni, l’Agenzia ICE e la Kuwait Direct Investment Promotion Authority firmano un’intesa con l’obiettivo di ampliare le opportunità per le imprese italiane nel mercato kuwaitiano e attrarre ulteriori investimenti in Italia.
Il confronto punta sulle esigenze emerse con maggiore urgenza dalle crisi regionali: rafforzamento della resilienza delle infrastrutture critiche, diversificazione delle catene di approvvigionamento e distribuzione e sviluppo di grandi corridoi logistici regionali e intercontinentali. Ambiti nei quali la disponibilità di capitali kuwaitiani e le competenze industriali italiane potrebbero favorire progetti comuni e ridurre le vulnerabilità delle rispettive economie.
La cooperazione nel settore della difesa è un altro pilastro delle relazioni tra Roma e Kuwait City. La visita punta a dare ulteriore impulso alla collaborazione alla luce dell’Accordo di cooperazione nel settore della difesa, entrato in vigore lo scorso 12 ottobre. Sul fronte della sicurezza, viene definito poi un memorandum d’intesa tra l’arma dei carabinieri e la guardia nazionale kuwaitiana, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra le rispettive istituzioni.
A garantire continuità agli impegni sarà il Piano d’Azione 2027-2030, adottato nel corso della visita. Il documento individua le priorità condivise e definisce un quadro di lavoro per orientare lo sviluppo della cooperazione bilaterale nei diversi settori. Il colloquio tra Meloni e l’emiro offre anche l’occasione per un confronto sugli scenari di crisi in Medio Oriente e sulle implicazioni per la sicurezza internazionale. Tra i temi sul tavolo l’Iran, lo Yemen e la libertà di navigazione, oltre alla questione israelo-palestinese e alla situazione in Libano. Particolare attenzione viene dedicata alla sicurezza delle rotte marittime da cui dipendono gli scambi commerciali e gli approvvigionamenti energetici dell’Europa e dei Paesi del Golfo. Al centro del confronto anche i rapporti tra l’Unione europea e il Consiglio di Cooperazione del Golfo, in un contesto nel quale stabilità regionale, sicurezza delle infrastrutture e continuità dei collegamenti commerciali assumono un rilievo diretto per entrambe le aree.