“Allora, non sono “Alice nel paese delle meraviglie”, altrimenti non avrei potuto fare per 40 anni il magistrato. In questa fase della mia vita, nella quale mi sto occupando di politica, ho capito che la parola “sovranismo” viene usata principalmente come slogan elettorale. E poiché non voglio contribuire a diffondere false illusioni, ho cercato nuove opportunità per contribuire alla rinascita di una democrazia liberale”. Così Simonetta Matone ha spiegato al Corriere della Sera il suo addio alla Lega. Differenze di vedute pre sull’Ucraina: “Anche su questo argomento, e non certo da oggi, non sono d’ accordo. Seguo la politica del governo, e basta. La politica estera la decidono il ministro degli Esteri e la presidente del Consiglio”.