“La sopravvivenza dell’Europa è legata a Kiev, eppure entrambi gli schieramenti si preparano a una campagna elettorale in cui nessuno ha il coraggio di assumere posizioni impopolari”. Lo dice a Repubblica Carlo Calenda, leader di Azione. “La presidente del Consiglio continua a rimandare il pacchetto atteso perché ritiene possa essere sgradito all’opinione pubblica e avvantaggiare Roberto Vannacci. In Parlamento Giorgia Meloni pronuncia parole condivisibili, ma la verità è che il supporto a Volodymyr Zelensky, al di là della retorica, sta piano piano venendo meno”, sottolinea. Quanto a Salvini e l’intenzione di interrompere l’assistenza militare Calenda spiega: “Il leader leghista è ben abituato a dire una cosa e farne un’altra come stile di vita. Ma ormai vedo molto esitante tutto l’esecutivo. Sarebbe un tradimento verso l’Ucraina, nel suo momento più difficile».