“Oggi siamo in una posizione migliore per affrontare questa crisi rispetto al 2022, grazie alla riduzione del nostro consumo di gas: ne utilizziamo il 18% in meno rispetto al 2022. Inoltre, abbiamo diversificato le fonti: in passato ricevevamo il 45% del nostro gas dalla Russia, una condizione di estrema vulnerabilità. Ora ci riforniamo da diversi fornitori in tutto il mondo; la situazione è decisamente cambiata. D’altro canto, però, questa crisi è più grave, poiché coinvolge anche il petrolio e i prodotti petroliferi”. Lo ha detto il commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, all’arrivo al Consiglio Ue Energia a Lussemburgo. “La scorsa estate, ad esempio, abbiamo riscontrato rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti, in particolare per quanto riguarda il carburante per aerei. Al momento non ci troviamo in una situazione simile e non prevediamo una crisi legata alla sicurezza degli approvvigionamenti”, ha precisato. “Tuttavia, uno dei punti principali che sottoporrò oggi ai ministri è che, sebbene non si tratti di una crisi di sicurezza degli approvvigionamenti, per i cittadini che non possono permettersi di acquistare carburante per la propria auto o di riscaldare la propria casa, la distinzione conta ben poco: anche se il prodotto è disponibile, loro non hanno le risorse per acquistarlo. Lo stesso vale per le nostre imprese, che si trovano sotto una forte pressione. Dobbiamo prendere la questione molto seriamente – confido che i ministri concordino con me – ed è per questo che dobbiamo discutere ulteriori misure per alleviare questa grave situazione”, ha annuncaito.