“La manovra è fatta di tanti interventi spezzettati, frutto delle bandierine che ogni singolo partito ha voluto per avere visibilità in vista delle elezioni. Assistiamo a un frastagliamento degli interventi sul fronte fiscale: tantissime cedolari, regimi diversi, che rischiano di andare a minare il principio della progressività che è scolpito nella nostra Costituzione, con il pericolo di discriminare le fasce più deboli”. Lo ha detto il senatore del Partito democratico Alessandro Alfieri ospite a ‘Start’, su Sky Tg24.
“L’emergenza sono i redditi medio-bassi – ha aggiunto – Sul fronte della riduzione Irpef sarebbe stato meglio arrivare al limite dei 60 mila euro per poter vedere un reale vantaggio che così, invece, si limita a circa 40 euro al mese. Sulla sanità vengono messi pochi soldi e quelle poche risorse vengono mangiate dalle case farmaceutiche per il sistema del Payback e dall’inflazione. Non ci sono soldi per tagliare le liste d’attesa. Con la flessibilità che viene data a livello europeo si poteva essere più coraggiosi e concentrarsi su pochi obiettivi – ha proseguito – Si è preferito inserire molti bonus, che sanno di campagna elettorale, invece di occuparsi degli ambiti principali e fondamentali come il sostegno agli stipendi e il tema della sanità”. (Segue)