Carburanti, Assopetroli-Assoenergia: Riconoscere crisi, convocare tavolo interministeriale

Assopetroli-Assoenergia chiede al Governo il riconoscimento dello stato di crisi del settore della distribuzione carburanti e la convocazione urgente di un tavolo interministeriale per definire misure immediate a tutela delle imprese. “La situazione ha ormai superato la soglia della normale dinamica di mercato – dichiara il Presidente, Andrea Rossetti. Le imprese indipendenti subiscono una distorsione che rende economicamente insostenibile la loro attività. Non possiamo lasciare che siano le singole aziende, soprattutto microimprese e PMI, a farsi carico di una crisi che coinvolge l’intera filiera”.

Al centro della criticità vi è il divario tra le condizioni di approvvigionamento e i prezzi praticati da alcune reti a marchio. Gli operatori extrarete acquistano carburanti all’ingrosso sulla base delle quotazioni internazionali e delle condizioni contrattuali, mentre alcuni operatori praticano prezzi al consumo calmierati, arrivando a vendere sotto costo rispetto alle condizioni di acquisto degli indipendenti. Ne deriva una perdita secca e consistente, aggravata dai costi di trasporto, stoccaggio e distribuzione.

La crisi coinvolge l’intera filiera. L’extrarete garantisce i rifornimenti ad agricoltura, pesca, autotrasporto e utenze professionali e conta circa 1.600 depositi commerciali e 16.000 lavoratori. Le criticità si ripercuotono anche sulla rete indipendente: sono circa 8.400 gli impianti interessati, con 13.440 addetti esposti. Complessivamente, sono circa 29.440 i lavoratori potenzialmente coinvolti.

Assopetroli-Assoenergia chiede che il tavolo individui misure concrete a partire dal superamento delle distorsioni concorrenziali, garantendo condizioni di approvvigionamento coerenti con i prezzi praticati sulla rete. Tra le priorità anche ammortizzatori sociali, differimento delle scadenze fiscali e contributive e sostegni alla liquidità. “Il tempo è un fattore decisivo – conclude Rossetti –. Chiediamo al Governo risposte immediate e attuabili, che intervengano sulle cause della crisi e salvaguardino la continuità delle forniture, la concorrenza e l’occupazione. Senza un intervento urgente, il rischio è perdere imprese, posti di lavoro e capacità distributiva in modo irreversibile”.