Per il secondo trimestre consecutivo la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali è inferiore a quella dell’inflazione. Lo rileva Istat, sottolineando che le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate del 2,5% a settembre 2026 rispetto allo stesso mese del 2025, mentre sono rimaste invariate rispetto ad agosto. Nel settore privato gli aumenti sono stati del 2,3%, con un +3,3% in agricoltura, +2,6% nell’industria e +2,1% nei servizi privati. Nella pubblica amministrazione la crescita è stata del 3,2%. Gli incrementi più elevati si registrano nella scuola (+5,5%), nelle telecomunicazioni (+5,1%) e nell’igiene ambientale (+5%), mentre non si rilevano variazioni per farmacie private, funzioni centrali, forze dell’ordine, forze armate e vigili del fuoco. Nel periodo gennaio-settembre, la retribuzione oraria media è cresciuta del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
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