Nell’ambito del Circular Economy Act europeo, per stimolare maggiormente il giro d’affari bisognerebbe “controllare che i polimeri riciclati che arrivano dai paesi extra Ue rispettino il quadro normativo europeo”. Lo ha detto a GEA, Orazio Iacono, ad del gruppo Hera a margine di Ecomondo, che si è aperto oggi a Rimini.
“Oggi il settore delle plastiche, ad esempio, sta vivendo una crisi e su questa crisi importante pesano due cose: una è la concorrenza dei paesi, appunto, extra Ue. Il Pet che arriva dall’Asia, non rispetta le norme europee sulla tracciabilità e sulla qualità.
In secondo luogo, abbiamo una domanda di materie prime seconde di bassa qualità che è un po’ scesa, perché oggi l’industria chiede una materia prima seconda di qualità equivalente al polimero, nel caso delle plastiche, vergine”.
“Noi, in questo contesto – ha spiegato Iacono – abbiamo scelto di continuare a investire sulla qualità, ad esempio con un nuovo impianto di rigenerazione delle plastiche rigide per settori strategici come l’automotive, l’home personal care e l’elettronica. Siamo pionieri, ci stiamo muovendo per primi rispetto a questo settore”.