La crisi in Medio Oriente ha provocato una brusca contrazione dell’attività delle raffinerie mondiali nel secondo trimestre del 2026. Gli ingressi di greggio negli impianti sono diminuiti di 4,8 milioni di barili al giorno, pari al 6%, rispetto al trimestre precedente, dopo l’inizio del conflitto a fine febbraio. Nel terzo trimestre si è registrato un recupero di 1,8 milioni di barili al giorno, grazie soprattutto all’adattamento delle raffinerie regionali ai nuovi flussi commerciali. I volumi lavorati sono rimasti tuttavia mediamente inferiori di circa il 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge da un’analisi dell’Energy Information Administration (Eia), basata sui dati di Kpler. La contrazione più marcata ha interessato i Paesi maggiormente esposti alle interruzioni delle forniture di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. In Cina gli ingressi di petrolio nelle raffinerie sono diminuiti di 2,1 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre e di altri 0,8 milioni nel terzo. In India, Corea del Sud e Giappone la riduzione complessiva ha superato 1 milione di barili al giorno nel secondo trimestre, per poi recuperare 0,8 milioni nel terzo.
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