“Il monitoraggio remoto dei banchi frigoriferi non è il problema. Anzi, in buona parte è la soluzione, proprio per scongiurare questi attacchi. Agevolati in questo caso da punti di accesso IP non protetti in modo adeguato nelle reti dei punti vendita”. Così a Il Sole 24 Ore Francesco Mastrapasqua, presidente di Assocold, associazione che raggruppa le aziende impegnate nel mondo della refrigerazione, commenta gli attacchi hacker effettuati lungo la catena del freddo in più paesi europei e in misura minore anche in Italia. “Un sistema frigo industriale è fatto di più componenti oltre alla macchina in senso stretto. Come l’elettronica che ne abilita il funzionamento e l’infrastruttura di rete del punto vendita. È qui, da quello che abbiamo potuto capire, che gli hacker si sono infiltrati. Il monitoraggio remoto non è quindi un rischio ma un alleato per contrastare questi fenomeni, è la misura più efficace per prevenire gli attacchi perché consente il controllo in tempo reale dei parametri. E se vai fuori range, ad esempio a 50 gradi, te ne accorgi subito”, spiega.