“La rapida diffusione dei modelli di IA” può “aumentare l’efficienza operativa, migliorare l’elaborazione delle informazioni e favorire lo sviluppo di nuovi servizi”. Tuttavia, “possono rafforzare le capacità degli attori malevoli nell’individuare vulnerabilità, nel ridurre il tempo necessario per compromettere sistemi e servizi, nell’aumentare la sofisticazione delle frodi digitali”. Lo afferma Giuseppe Siani, capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, nell’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo. “La complessità dei modelli IA rende in ogni caso più difficile prevederne i comportamenti, rilevare anomalie e mantenere un controllo efficace dei processi”.