
(Foto: https://x.com/NepalPoliceHQ)
Aumenta il bilancio delle vittime in Nepal: la polizia nepalese ha annunciato che il numero dei morti a causa delle inondazioni è salito a 489. Si registrano inoltre 1.545 feriti e persone tratte in salvo, mentre 84 sono attualmente ricoverate in ospedale o sono state dimesse. In Tibet, il bilancio delle vittime rimane fermo a tre.
Aumenta anche il numero dei dispersi, che ora sono ufficialmente 2381, tra cui 644 cittadini stranieri. Tra loro, oltre a tre italiani, ci sono 178 indiani, 65 persone provenienti dagli Stati Uniti, 53 dall’Ucraina, 51 dalla Malesia, 35 dall’Australia, 33 dal Regno Unito, 25 dal Canada, nove da Singapore, otto dalla Germania, otto dalla Russia, sei dal Sudafrica, sei dalla Lettonia, cinque dal Giappone, cinque dalla Nuova Zelanda, quattro dalla Francia, tre dal Belgio e tre dalla Spagna. E ancora due cittadini di Kazakistan, Portogallo, Irlanda, Italia e Paesi Bassi, e un cittadino ciascuno di Svezia, Ungheria, Serbia, Svizzera, Israele, Filippine, Finlandia, Bielorussia, Lituania e Bulgaria.
Si aggrava la situazione anche del post catastrofe perché hanno ceduto gli argini del lago di sbarramento che si è formato in Nepal, al confine con il Tibet, dopo la devastante alluvione di mercoledì. Lo riferisce la polizia nepalese in un post su X. “Poiché è giunta la notizia che una diga d’acqua ha ceduto nuovamente sul versante tibetano, si invita tutto il personale di sicurezza, i soccorritori impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza, e tutti i cittadini a rimanere immediatamente in stato di massima allerta e a spostarsi verso luoghi sicuri”, si legge nel post. I media statali cinesi avevano precedentemente riferito che il lago aveva iniziato a straripare. Un funzionario dell’esercito nepalese ha dichiarato che le operazioni di soccorso, in corso dalle inondazioni improvvise di mercoledì, sono state sospese per i prossimi 90 minuti.
La polizia nepalese e la divisione per le previsioni delle inondazioni dell’Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri (NDRRMA) hanno emesso un avviso urgente per le comunità che vivono lungo i corsi dei fiumi Bhote Koshi, Trishuli e Narayani. Come riferisce Nepal News, a Rasuwa e Nuwakot è stato dichiarato lo stato di massima allerta, mentre le autorità hanno esortato gli abitanti degli insediamenti vulnerabili a valle a rimanere vigili e a spostarsi in luoghi più sicuri, se necessario. Secondo quanto riferito dalle autorità, il personale di sicurezza ha bloccato completamente la circolazione lungo le strade vicino al confine tra Nepal e Cina e lungo le rive del fiume a causa del potenziale pericolo.