
L’Iran ha presentato un nuovo piano in 14 punti, attraverso i mediatori pachistani, che si concentra sui “negoziati per la fine della guerra e sulle misure di costruzione della fiducia da parte americana”. La notizia è riportata dall’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, secondo cui “l’Iran, in linea con la pratica recente dello scambio di messaggi, ha ancora una volta sottoposto il suo testo in 14 punti attraverso il mediatore pachistano, dopo aver apportato degli emendamenti”. Al momento non vi è nulla di ufficiale, come è ancora ‘ufficioso’ il fatto che in quest’ultima bozza Teheran avrebbe proposto di congelare a lungo termine l’arricchimento dell’uranio, ma non di smantellare il programma, come riporta al Arabya. Il materiale fin qui arricchito, poi, potrebbe essere trasferito in Russia invece che negli Usa. Al posto dei risarcimenti per i danni di guerra fin qui reclamati, poi, Teheran sarebbe disposta ad accettare concessioni economiche.
Dal canto suo, il presidente americano ha dichiarato di non essere “disposto ad alcuna concessione”. In un’intervista telefonica al New York Post, Donald Trump ha affermato che l’Iran sa “quello che accadrà presto”, lasciando intendere che Washington potrebbe adottare nuove misure se non verranno compiuti progressi concreti nei colloqui. La proposta iraniana sembra infatti non aver convinto l’amministrazione Usa . “La Casa Bianca ritiene che non si tratti di un miglioramento significativo e che sia insufficiente per raggiungere un accordo”, riporta Axios citando fonti americane.
Il presidente Trump dovrebbe convocare domani nella Situation Room i vertici della sicurezza nazionale per discutere di opzioni militari in Iran: se Teheran non cambierà la posizione, gli Stati Uniti dovranno continuare i negoziati “con le bombe”, ha assicurato una fonte. Il tycoon, ha spiegato ancora la fonte “desidera un’intesa per mettere fine alla guerra, ma sta valutando se riprendere le trattative visto il rifiuto dell’Iran di molte delle sue richieste” comprese “concessioni significative sul proprio programma nucleare”. Secondo l’amministrazione Usa, l’ultimo testo arrivato ieri da Teheran contiene solo modesti passi avanti. L’Iran si impegna a non cercare di dotarsi di un’arma nucleare, “ma non c’è alcun impegno dettagliato sulla sospensione dell’arricchimento dell’uranio o sulla consegna delle sue scorte di uranio altamente arricchito”, ha riferito la fonte.
I funzionari della Casa Bianca hanno poi chiarito che non ci sarà nessun allentamento dell’embargo “gratis”, quando i media iraniani avevano riferito della disponibilità di Washington a rinunciare ad alcune sanzioni. “Abbiamo bisogno di una trattativa reale, robusta e nel dettaglio (sul programma nucleare”, ha riferito la fonte, altrimenti “parleremo attraverso le bombe, il che sarà un peccato”.
Secondo media arabi, le questioni più controverse relative al programma nucleare iraniano e all’arricchimento dell’uranio, che rappresentano il nodo più complicato da sciogliere nei negoziati, sono state rinviate a round successivi di colloqui. Come riferiscono i media iraniani, Teheran “è impegnata per ottenere la fine della guerra, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni marittime”. Per quanto riguarda lo Stretto il massimo organo di sicurezza iraniano ha annunciato la creazione di un nuovo organismo per la sua gestione. Sul suo account ufficiale X, il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale ha condiviso un post dell’Autorità dello Stretto del Golfo Persico (PGSA) in cui si affermava che avrebbe fornito “aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni nello Stretto di Hormuz e sugli ultimi sviluppi”.
Sabato il presidente Donald Trump ha incontrato i membri di spicco del suo team per la sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse nella guerra contro l’Iran, secondo quanto riferito alla CNN da una fonte a conoscenza dell’incontro. L’incontro sarebbe avvenuto il giorno prima che il presidente Usa dichiarasse che Teheran “farebbe meglio a darsi una mossa, e in fretta, altrimenti non ne rimarrà più nulla“. “Per l’Iran, il tempo stringe e farebbero meglio a darsi una mossa, in fretta, altrimenti non rimarrà più nulla. IL TEMPO È ESSENZIALE!“, ha scritto Trump sui social media domenica. Secondo la fonte, il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CIA John Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff hanno partecipato all’incontro presso il golf club del presidente in Virginia. L’incontro si è svolto poche ore dopo il rientro di Trump a Washington da un’importante visita in Cina, un Paese con stretti legami con l’Iran.
In un’intervista a Fortune il presidente Usa ha spiegato che gli iraniani “urlano in continuazione. Posso dirvi una cosa: non vedono l’ora di firmare (un accordo, ndr). Ma lo concludono e poi vi mandano un documento che non ha nulla a che vedere con l’accordo stipulato. Io dico: ‘Ma siete impazziti?’“.
Domenica Trump ha sentito telefonicamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una conversazione durata più di mezz’ora. Secondo media israeliani per Netanyahu ”Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riprendere le ostilità con l’Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare”