Ucraina-Russia, nulla di fatto in Turchia. Filo diretto dei ‘Volenterosi’ con Trump

A Istanbul impasse tra Kiev e Mosca, per il ministro della Difesa ucraino un incontro Zelensky-Putin deve essere “il prossimo passo”. Ma il presidente Usa: "Non succederà nulla se non incontro io Vladimir"

Mille chilometri di distanza. E’ quella tra Tirana e Istanbul, dove nelle ultime ore si sono consumati due appuntamenti internazionali, con diverse aspettative che anche questa volta sono andate deluse. Nella capitale albanese, a margine del Vertice della Comunità politica europea, ad un tavolo si sono riuniti i leader di Germania, Francia, Gran Bretagna e Polonia, i cosiddetti ‘Volenterosi’, assieme al presidente ucraino, Volodimyr Zelensky, per un colloquio con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a poche ore dalla chiusura dell’incontro in Turchia tra le delegazioni di Ucraina e Russia, cui non ha voluto prendere parte Vladimir Putin. Era assente l’Italia, attirando le critiche delle opposizioni interne, ma la premier, Giorgia Meloni, in un punto stampa prima di fare rientro a Roma ha voluto ribadire il perché: “L’ho già spiegato diverse volte, non siamo disponibili a mandare truppe in Ucraina e non avrebbe senso, per noi, partecipare a dei formati che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità”.

L’obiettivo dei ‘Volenterosi’ è chiaro: creare un fronte con l’inquilino della Casa Bianca contro il presidente russo. Da Emmanuel Macron a Keir Starmer, hanno nuovamente chiamato in causa il presidente americano per denunciare il “rifiuto” russo di un cessate il fuoco e aumentare la pressione su Mosca. Sei giorni dopo la loro visita a Kiev, il presidente francese, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e i primi ministri britannico Keir Starmer e polacco Donald Tusk hanno ribadito la loro posizione insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Tirana, dove si è tenuto un vertice dei leader europei. Come sabato scorso in Ucraina, all’indomani della dimostrazione di forza militare di Putin sulla Piazza Rossa, hanno nuovamente chiamato Trump mentre i primi colloqui diretti tra Russia e Ucraina dal 2022 si sono conclusi in modo amaro a Istanbul.

È “inaccettabile, per la seconda volta, che la Russia non risponda alle richieste avanzate dagli americani, sostenuti dall’Ucraina e dagli europei”, ha affermato il presidente della Repubblica francese. “Nessun incontro a livello decisionale” in Turchia e “nessuna risposta a un cessate il fuoco”, ha rincarato la dose. “La parte russa non ha mostrato alcuna buona volontà”, ha messo in luce Donald Tusk in una dichiarazione congiunta davanti alle telecamere nella grande piazza centrale di Tirana. A Istanbul “la delegazione russa ha deciso di escludere la delegazione americana”, ha aggiunto Macron, in sintonia con gli ucraini. “Mosca non aveva intenzione di negoziare in presenza degli americani”, ha aggiunto il polacco.

Riavvolgendo ancora il nastro, sabato scorso a Kiev i quattro leader avevano invitato la Russia ad accettare un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni a partire dal lunedì successivo, pena l’adozione di nuove “massicce” sanzioni contro la Russia insieme agli americani. Il presidente russo, sospettato di voler soprattutto strappare pesanti concessioni territoriali all’Ucraina e smilitarizzarla, ha quindi cercato di creare un diversivo invitando a negoziati diretti con Kiev in Turchia. Subito dopo, Zelensky, anticipandolo, lo ha invitato a incontrarlo a Istanbul. Prima che Trump in persona prendesse in considerazione l’idea di recarsi sul posto. Alla fine, però, il soufflé è sgonfiato, con un round di discussioni a livello tecnico, senza personalità di spicco, durato meno di due ore e che ha lasciato l’impressione di un appuntamento mancato.

Se il capo negoziatore russo Vladimir Medinski si è detto “soddisfatto” e pronto “a proseguire i contatti”, la parte ucraina ha accusato Mosca di aver formulato richieste territoriali ‘inaccettabili’. In questo contesto, “nelle prossime ore ci saranno nuovi contatti e riscontri e forniremo le risposte richieste”, ha affermato Emmanuel Macron. I ‘Volenterosi’ hanno ribadito la loro intenzione di tenere Trump a bordo, in un fronte unito, mentre intendono aumentare la pressione su Putin. Macron e Friedrich Merz, hanno promesso di continuare a “coordinarsi molto strettamente con gli Stati Uniti”. “La palla è interamente nel campo dei russi”, ha insistito il cancelliere tedesco. “La missione principale è mantenere l’unità degli europei e degli americani attorno alla causa ucraina – ha sottolineato Tusk -. Ci aspettano ancora momenti molto difficili”.

Tutti gli occhi restano puntati su Trump, dunque. Il presidente è tornato negli Stati Uniti dopo una visita nel Golfo, senza passare per la Turchia, ma ha assicurato di voler incontrare Putin “prima possibile. Ma sull’Air force one ha anche spiegato di credere che “non succederà nulla, che lo vogliate o no, finché lui ed io non saremo insieme”.

Sullo sfondo c’è sempre Istanbul come scenario geopoltico. Un incontro tra Zelensky e Putin deve essere “il prossimo passo”, ha detto il principale negoziatore ucraino, il ministro della Difesa, Roustem Oumerov. Anche perché, per ora, i risultati sono stati pochi, sebbene la missione turca non sia stata del tutto senza esidti. Ucraini e russi, infatti, hanno annunciato di aver concordato uno scambio “massiccio” di prigionieri, come ha spiegato Medinski, “1.000 contro 1.000”, e questo “nei prossimi giorni”. “Un grande risultato”, si è rallegrato Gueorgii Tykhy, portavoce della diplomazia ucraina. In tempi bui, anche una piccola fiaccola di luce può aiutare a uscire dall’oscurità.