Afghanistan, Lupi: Non si risponde ai bulli facendo i bulli, ma con Trump si tratti

Non si risponde “ai bulli facendo i bulli, ma dimostrando con forza e nettezza che si ha ragione. Fermezza e dialogo, questa è la nostra posizione”. Lo dice Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, sottolineando al Corriere della Sera che Giorgia Meloni ha fatto bene replicando a Donald Trump che ha sminuito l’apporto dell’Europa e dell’Italia nella guerra in Afghanistan. “Ci sono affermazioni che vanno respinte con decisione, come le pretese sulla Groenlandia che infatti, dopo la risposta europea, hanno costretto Trump a scendere a patti. E ci sono uscite assolutamente inaccettabili”.

Come sull’Afghanistan: “Assolutamente. E non a caso è arrivata la replica più dura che la presidente abbia finora dato a Trump. Perché qui si tratta di rispettare la storia, oltre che la memoria dei tanti caduti italiani. Il nostro Paese entrò in quella guerra proprio per difendere l’alleato americano dopo l’11 Settembre. E in seguito la nostra presenza è stata costante nel peacekeeping, anche io personalmente sono andato spesso in Afghanistan a visitare le nostre truppe”. E ancora: “Le parole hanno un senso, servono a dimostrare che non ci si piega di fronte a posizioni sbagliate e inaccettabili. Ma non dobbiamo inseguire Trump su ogni cosa, faremmo solo il suo gioco, muoversi impulsivamente senza avere un fine non avrebbe senso. Noi dobbiamo mostrarci a schiena dritta e lo facciamo, ma contemporaneamente continuare a trattare con gli Usa, che restano Paese amico e alleato con il quale va cercato e anche ricreato un rapporto di pari dignità. E dobbiamo farlo uniti, coscienti della nostra forza e non con falli di reazione”. Il monito di Lupi è chiaro: l’Europa deve essere unita: “Deve ritrovare una politica economica e una difesa comune. Riscoprire la sua ragione d’essere. Agli schiaffi , bisogna rispondere con i fatti. E qualche segnale si comincia a vedere”.