Agricoltura, Copagri: Su Pac cambio di passo positivo ma partita non è conclusa

“I correttivi proposti dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla scellerata proposta dell’Esecutivo comunitario, al centro di un recente confronto tra diversi commissari e ministri agricoli europei, lasciano intravedere un positivo e condivisibile cambio di impostazione sulle politiche relative al futuro della Pac e alla centralità dell’agricoltura in termini di sicurezza alimentare e di sovranità europea, anche se la partita è tutt’altro che chiusa, dal momento che gli orientamenti concordati dovranno superare una lunga e delicata fase negoziale prima di trovare una traduzione concreta nei testi normativi”. Lo afferma il presidente della Copagri Tommaso Battista, ringraziando il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida per il grande impegno profuso.

“Con le modifiche individuate dal vertice della Commissione UE, arrivate anche grazie alla grande mobilitazione degli agricoltori andata in scena il mese a scorso a Bruxelles, si va verso una maggiore salvaguardia delle specificità della Pac, come più volte richiesto dalla Copagri, anche se resta particolarmente avvertito il rischio di una rinazionalizzazione delle politiche agricole comunitarie, legato a doppio filo allo spettro del fondo unico che continua ad aleggiare sul settore”, osserva il presidente.

“Pur apprezzando l’atteso cambio di passo a livello comunitario, non possiamo mancare di evidenziare l’importanza di declinare correttamente l’introduzione del vincolo, assolutamente condivisibile, di destinare almeno il 10% delle risorse agli investimenti nelle aree rurali”, continua Battista, ad avviso del quale “tutto ciò risponde a una preoccupazione più volte sollevata dalla Copagri, ovvero la necessità di scongiurare il rischio che nella nuova programmazione non ci sia una quota ‘fissa’ destinata a sostenere l’innovazione, l’ammodernamento e la riconversione delle aziende”.

“In altre parole, quindi, possiamo affermare che il principio alla base dei nuovi orientamenti comunitari sia assolutamente positivo, anche se resta particolarmente avvertita la necessità di chiarire due questioni al momento senza risposta, ovvero come far sì che queste risorse vengano prioritariamente destinate alle imprese agricole attive, senza disperdersi in interventi più generici relativi alle aree rurali, e come scongiurare il rischio che il vincolo sugli investimenti vada a comprimere il sostegno al reddito, indispensabile per la tenuta economica e sociale del settore”, conclude il presidente della Copagri.